Il Centro Novarese di Studi Letterari celebra il centenario della grande scrittrice novarese
La Marchesa Colombi

Giovanni Segatini, di Ritratto della Signora Torelli, 1885-1886

Scopri l’itinerario nella Novara dell’Ottocento ispirato ai luoghi della scrittice

Nel marzo 2020 si celebra il centenario della morte della più grande scrittrice novarese, La Marchesa Colombi, pseudonimo di Maria Antonietta Torriani, con eventi a cura del Centro Novarese di Studi Letterari, che dal 1989 propone ricerche e rivisitazioni dei libri dell’autrice nata a Novara nel 1840, prima giornalista del “Corriere della Sera” e a cui l’Enciclopedia Treccani ha deciso di dedicare una voce sul proprio sito all’interno nel suo prestigioso Dizionario biografico degli italiani.

Gli appuntamenti di marzo dedicati alla scrittrice presso la Biblioteca Negroni di Novara, annullati per l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, vi raggiungono sui social, con un intervento video a cura di Silvia Benatti con foto, documenti d’archivio e letture in diretta Facebook giovedì 2 aprile alle ore 18.

La Marchesa Colombi (Novara 1840–Milano 1920) è lo pseudonimo letterario di Maria Antonietta Torriani. Sposò Eugenio Torelli Violler, fondatore e primo direttore del “Corriere della Sera”. Fu lei stessa giornalista e assidua frequentatrice degli ambienti letterari. Prediligendo tematiche care al verismo affrontate talvolta con la vena ironica tipica della linea lombarda, nella sua opera si sofferma su problematiche sollevate dalla nascente questione femminile. Tra i romanzi più noti si citano In risaia (Treves, 1878) e Un matrimonio in provincia (Galli, 1885), quest’ultimo riscoperto da Natalia Ginzburg e pubblicato per Einaudi nella collana “Centopagine” diretta da Italo Calvino. Autrice anche di numerose raccolte di novelle, tra cui Racconti di Natale (1878) o Cara speranza (1896), La Marchesa Colombi scrive, inoltre, un galateo che ha avuto uno straordinario successo tra fine Ottocento e inizio Novecento, dal titolo La gente per bene (1877), ma va citato anche il saggio Della letteratura nell’educazione femminile (1871). Del 2000 è un fondamentale convegno internazionale di cui furono pubblicati gli atti (La Marchesa Colombi: una scrittrice e il suo tempo, a cura di Silvia Benatti e Roberto Cicala, con un saggio introduttivo di Antonia Arslan) con interventi, tra l’altro, dalle università di Sorbonne Nouvelle (Parigi), Sud Africa (Pretoria), Cambridge e con la prima indagine iconografica sulla scrittrice. L’ultima biografia si deve a Silvia Benatti, La Marchesa Colombi. Una scrittrice nella Novara dell’800.

L’opera più famosa della scrittrice, Un matrimonio in provincia,oggi riproposto da Interlinea, è la storia dell’educazione sentimentale di una ragazza che si fa donna si specchia nella vita di provincia di fine Ottocento: «è il suo modo di raccontare che prende, il suo piglio dimesso ma sempre concreto e corposo, con un fondo di sottile ironia: quell’ironia su se stessi che è l’essenza dello humour» secondo Italo Calvino.

Silvia Benatti, insegnante novarese, autrice di apparati e strumenti didattici, studiosa di letteratura femminile, collabora da anni con il Centro Novarese di Studi Letterari, di cui è vicepresidente, e ha curato presso Interlinea la riedizione delle maggiori opere della marchesa Colombi, sulla quale ha condotto e pubblicato diverse ricerche organizzando un convegno internazionale di studi nel 2000.

I Giovedì letterari alla Biblioteca Civica Carlo Negroni di Novara a marzo anticipano un convegno nazionale che si terrà in autunno sulla Marchesa Colombi con l’Università del Piemonte Orientale.